VASERA 1500: Una rivoluzione nella medicina preventiva con l’indice ABI e il CAVI come marcatori predittivi di patologia cardiovascolare

La ricerca di marcatori predittivi di patologia, prima ancora che si manifesti un danno clinicamente rilevabile, è senza dubbio una delle grandi sfide della medicina moderna. L’uso di marcatori biochimici e metodiche complesse sta sempre più prendendo piede nella medicina preventiva, ma allontana questa possibilità di aiuto al cittadino, dallo studio di medicina generale. L’utilizzo del dispositivo VASERA 1500 con la sua riproducibilità, semplicità d’uso, validità e affidabilità, permette al medico di medicina generale di essere il protagonista della salute dei suoi pazienti. Questa apparecchiatura permette con un esame di soli cinque minuti (per visionare la metodica, selezionare su YouTube: VASERA 1500 e vedere il primo video che compare nella lista) di effettuare un elettrocardiogramma, di evidenziare il body mass index, ma soprattutto di calcolare l’indice ABI e il CAVI. L’indice ABI è un valore ormai riconosciuto e validato da molti autori; è lo strumento con il miglior rapporto costo/efficacia per la diagnosi di AOP e può fornire importanti dati sia per la stima della prevalenza della patologia, sia per il monitoraggio dell’efficacia degli interventi terapeutici. È una metodica tuttavia poco utilizzata nella pratica clinica. L’indice ABI è stato usato dai medici di medicina generale nei loro ambulatori in Italia ed Europa nello studio PANDORA (Prevalence of peripheral Arterial disease in subjects with a moderate CVD risk, with No overt vascular Disease nOR diabetes mellitus); per la valutazione dell’arteriopatia cronica periferica. Lo studio considera l’importanza dell’ABI in quanto l’arteriopatia obliterante periferica degli arti inferiori (AOP) è una sindrome aterosclerotica spesso asintomatica e poco diagnosticata, ma associata ad elevato rischio cardiovascolare. La presenza di AOP (diagnosticata tramite la misurazione dell’ABI) in individui indenni da patologie cardiovascolari, è associata a un rischio di infarto miocardico, ictus ischemico e morte per cause vascolari del 30% a 5 anni. L’ABI permette di evidenziare una ostruzione alla circolazione arteriosa prima ancora del danno clinicamente manifesto. Il calcolo dell’ABI permette sicuramente di evidenziare una arteriopatia obliterante, ma più in generale può essere considerato un marker precoce di arteriopatia polidistrettuale. La maggioranza degli individui con AOP agli arti inferiori non presenta sintomi riconoscibili di ischemia agli arti e la malattia è quindi considerata “asintomatica”. Tuttavia, la loro prognosi non è favorevole poiché in gran parte di essi è presente un’aterosclerosi sistemica e il loro profilo di rischio cardiovascolare è comparabile a quello dei pazienti con AOP sintomatica o coronaropatia.

L’indice CAVI permette invece di calcolare il grado di rigidità arteriosa (stiffness), che ormai è considerato a tutti gli effetti un predittore di patologia cardiovascolare e ictus.

La peculiarità del VASERA 1500 è che permette di calcolare questo valore in maniera molto più semplice e riproducibile rispetto alle metodiche più complesse come l’ecocolordoppler e la PWV, che non sono alla portata di tutti gli studi di medicina generale e che richiedono tempi di apprendimento, di esecuzione e specializzazione che esulano dalla normale attività del medico di medicina generale. Per tutti coloro che volessero approfondire l’argomento, abbiamo allegato al presente articolo una breve raccolta di documentazione bibliografica che speriamo possa delucidarvi meglio le potenzialità del calcolo dell’indice ABI e del CAVI.

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